Amor Sacro e Amor Profano
Tiziano Vecellio
Galleria Borghese
L'Amor sacro e Amor profano è un dipinto a olio su tela (118 × 279 cm) di Tiziano, databile al 1515 circa e conservato nella Galleria Borghese di Roma.
Il dipinto è stato infatti eseguito per il matrimonio fra Niccolò Aurelio, segretario del Consiglio dei Dieci di Venezia, e Laura Bagarotto, gentildonna padovana, come attestano gli stemmi della coppia visibili nel sarcofago e nel bacile d’argento.
I due si sposarono il 17 maggio 1514 a Venezia. Ma il matrimonio non nasceva sotto buoni auspici: tempo prima infatti il Consiglio dei Dieci di Venezia aveva condannato a morte il padre di Laura, giurista padovano accusato di alto tradimento. Quando Niccolò Aurelio la chiese in moglie, è evidente che Laura non volesse sposare uno dei giudici di suo padre. Ma Venezia le restituì la dote sequestrata e Aurelio si adoperò per un processo di riabilitazione del Bagarotto: e i due si sposarono.
Il dipinto è stato commissionato per celebrare quelle nozze, forse come dono alla sposa. E in tal senso è un quadro di persuasione all’Amore, in cui si mostra come l’amore sia un mezzo di elevazione dell’anima, secondo le dottrine filosofiche neoplatoniche diffuse a Venezia in quegli anni.
E’ incentrata sul ruolo contrapposto delle due figure femminili, gemelle nel volto: il cosiddetto Amor profano o Venere Terrena, riccamente abbigliata e seduta su un sarcofago; e il cosiddetto Amor sacro o Venere Celeste, nuda, leggermente appoggiata sul bordo della vasca, con un piccolo braciere in mano. Fra di loro un Cupido mescola l’acqua nel sarcofago con una mano.
.jpg)
Nessun commento:
Posta un commento