La Sacra Famiglia Barberini
Andrea del Sarto
Palazzo Barberini
Vasari ricordò l'opera come eseguita subito dopo la Sacra Famiglia Bracci per il medesimo committente, Zanobi Bracci patrizio fiorentino. Le due opere hanno molte caratteristiche stilistiche comuni, così come appartiene alla stessa serie la Sacra Famiglia Medici, di identiche dimensioni della versione Barberini.
Quest'ultima si trovava nella cappella della villa del committente a Rovezzano, negli immediati dintorni di Firenze. Suo figlio, monsignor Antonio Bracci, la vendette a Jacopo Salviati nel 1580 e in seguito fece parte delle collezioni Colonna e Barberini, prima di essere acquistata dallo Stato nel 1935.
Maria, con le gambe plasticamente mosse e l'anatomia sicura e monumentale, stringe a sé il Bambino, il quale ricorda nella fisionomia e nell'atteggiamento pensoso quello di Raffaello nella Madonna del Granduca.
I colori smorzati, intonati ad accostamenti insoliti, hanno sfumature che si fanno ora tenui, ora scintillanti e accese dalla luce, soprattutto nelle figure di Maria e del Bambino, secondo la particolarissima tecnica "sartesca", dalle sfumature sabbiose.
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