Ritratto di Innocenzo X
Diego Velázquez
Galleria Doria Pamphilj
Papa Innocenzo
X è un dipinto a olio su tela (140x120 cm) realizzato nel 1650,
conservato nella Galleria Doria Pamphilj di Roma, raffigura il papa Innocenzo X, al secolo Giovanni Battista Pamphili.
In questo suo capolavoro, Velàzquez seppe dimostrare tutta la propria sapienza tecnica e la propria dimestichezza nell’interpretare la psicologia dei potenti. Del pontefice erano noti il pessimo carattere, il disinteresse per la letteratura e la sgradevolezza dell’aspetto, quest’ultima quasi proverbiale; l’artista spagnolo riprodusse con abilità i tratti del vecchio e scontroso aristocratico, dal volto arcigno e lo sguardo un po’ satanico, soffermandosi sulla barba lunga e rada, il naso appuntito e schiacciato alla base, la fronte rugosa. Sono magistrali anche i giochi cromatici delle vesti, resi con uno stile molto prossimo a quello veneziano.
Innocenzo X era piuttosto
dubbioso sulle capacità di Velàzquez e per dimostrare al pontefice la propria maestria, ritrasse un pittore della
propria bottega, il mulatto Juan de Pareja: il dipinto, di
impareggiabile bellezza così convinse immediatamente il papa, che non solo
commissionò subito un ritratto per sé al pittore ma incoraggiò la sua
ammissione all’Accademia nazionale di San Luca, la più importante associazione
di artisti a Roma.
Il grande artista
spagnolo realizzò il dipinto durante il suo secondo soggiorno a Roma. Velazquez
palesa forti influenze dalla ritrattistica di Tiziano e dipinge un ritratto
così realistico che fece esclamare al pontefice: «troppo vero».
Il ritratto di Innocenzo X divenne famoso in seguito anche all’interesse che suscitò nell’artista di origini irlandesi Francis Bacon. La serie Screaming Pope (Papa urlante) è costituita da un gruppo di ritratti nei quali compare una rivisitazione dell’opera di Velásquez. A partire dal 1950 Bacon realizzò circa quarantacinque versioni dello stesso soggetto deformato e distorto con tonalità di viola.

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