Ritratto d'uomo
Antonello da Messina
Galleria Borghese
L’opera
rappresenta un uomo ben vestito, ruotato di tre quarti e visibile solo fino al
petto. Il fondo scuro da cui emerge mette in piena evidenza il suo viso: ha
un’espressione intelligente e lo sguardo vivace. I tratti quasi scolpiti del
volto, e lo sguardo ammiccante, dal sorriso contenuto, sono una delle
caratteristiche nelle descrizioni fisionomiche del pittore siciliano.
Il dipinto è uno dei capolavori della fase matura di Antonello, un artista che viaggiò
molto e che seppe compiere una sintesi fra le due scuole principali dell’arte
pittorica del Quattrocento: quella italiana e quella fiamminga.
La
tavola non è firmata, ma è probabile che il nome del pittore fosse su un
cartiglio posto direttamente
sulla cornice. L‘opera è elencata per la prima volta negli inventari Borghese
del 1790 con l’attribuzione a Giovanni Bellini, fu restituito ad Antonello su
basi stilistiche solo nel 1869.
Studi
recenti escludono l’ipotesi di una sua identificazione con il patrizio Michele
Vianello, come l’eventualità della sua provenienza dalla collezione di Olimpia
Aldobrandini.

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