Giuditta e Oloferne
Giovanni Baglione
Galleria Borghese
Il dipinto fu eseguito da Giovanni Baglione nel 1608, come dimostrano le note di pagamento tuttora conservate tra i documenti del Fondo Borghese presso l’Archivio Segreto Vaticano. L’opera potrebbe essere stata commissionata dal cardinale Scipione o dallo zio Giovanni Battista, fratello di papa Paolo V.
La scena è incentrata sul momento immediatamente successivo alla decapitazione di Oloferne da parte di Giuditta, mentre quest’ultima sta riponendo la testa mozzata del terribile comandante nella bisaccia di un’anziana serva d’ispirazione caravaggesca. Il contrasto luministico tra la penombra che avvolge il corpo esanime di Oloferne e la luce piena che investe Giuditta esalta il ruolo morale di quest’ultima come salvatrice del suo popolo.

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